logo pd blogIscritti e simpatizzanti del Partito Democratico si sono incontrati ieri sera al cinema Piccolissimo di Ciampino per interrogarsi ed ipotizzare lo scenario politico dei prossimi anni.

Tema dell’incontro il futuro del Partito Democratico.

Lo sforzo dei presenti di mettere in luce nuovi scenari e nuove prospettive, non ha potuto tralasciare la storia dei Partiti popolari repubblicani, come a voler custodire un raccolto, un granaio, un patrimonio prezioso da offrire al nuovo PD che dobbiamo costruire.

Rimembrare il passato non tanto per tornare a riviverne minutamente ogni attimo, quanto piuttosto per selezionarne i momenti più significativi, più eloquenti, più utili e più vivi. Alle volte, l’antica pittura su tela, invecchiando, si fa trasparente e quando questo accade è possibile vederne le linee ed i contorni originali.

Non sono mancate le critiche alle scelte degli ultimi anni come quella in cui il Partito Democratico e la sinistra tutta dopo aver abbracciato la causa referendaria del 2011 sull’acqua pubblica, dove 26 milioni di persone avevano chiesto con il loro voto di togliere i profitti dei privati sui servizi idrici, non hanno fatto altro che approvare decreti controcorrente.

Ci si è chiesti in quale tipo di società vorremmo vivere, soffermandoci sull’analisi di un nuovo modello politico e culturale, sull’orientamento delle nuove generazioni, sulla formazione e sul nuovo modo di comunicare.

La sintesi di questo interessante dibattito ha certamente connotato il Partito Democratico come l’erede naturale del mandato popolare, intorno al quale raccogliere le tradizioni culturali e riformatrici di una moderna social democrazia europea, il cui compito dovrà essere quello di attivare le molteplici energie della società, indirizzando lo sviluppo del nostro Paese verso un  modello sociale sostenibile, equo e culturalmente emancipato.

Un partito come il nostro possiede una forte tradizione identitaria, di tutto rispetto, di importante matrice storica sulla quale è fondata la base elettorale; oggi deve consolidare tutto ciò in chiave moderna, con un progetto politico chiaro e comprensibile, con un perimetro ampio, ma certamente discusso e dichiarato.

Oggi vediamo costruirsi alleanze e confluire nel nostro partito forze politiche che hanno origini  diverse dalle nostre, ci dirigiamo inesorabilmente verso il centro, ma così come fu fatto con la fusione dei Ds con la Margherita  noi vogliamo discutere e non semplicemente subire, vogliamo condividere quella linea programmatica che oggi viene elaborata nelle “segrete” di Palazzo Chigi.

Sia a livello locale che nazionale tutti devono sentirsi a casa  ma il Pd non può essere la casa di tutti.

Abbiamo bisogno di discutere senza l’inquinamento personalistico dei tanti Fassina, di confrontarci senza soffermarci solo sul passato, su ciò che siamo stati, ma su ciò che dovremmo essere ritrovando rinnovata fiducia, riappropriandoci  di percorsi e di strumenti di convergenza soprattutto attraverso un confronto ampio e chiaro che ci riporti ad una chiara piattaforma culturale come quella nata nel 2007.

Annunci