Rino Genovese

Salvatore Genovese è stato eletto all’unanimità nuovo Segretario del Pd locale succedendo a Silvia Pieri, che nel mese di febbraio aveva rassegnato le proprie dimissioni chiudendo in largo anticipo il proprio mandato.

Un passaggio che non è stato trascurato negli interventi dei presenti, quello delle dimissioni di Silvia Pieri, evidenziando il buon lavoro fatto e la caratterizzazione del suo mandato in una linea politica basata sulla partecipazione, sull’apertura alla città e sul confronto.

Una linea politica che Salvatore Genovese evidenzia e rafforza nel suo intervento “ … affinchè il Partito Democratico sia sempre più un partito aperto al confronto pubblico acceso e ragionevole, portandolo in luoghi fisici territoriali,  esaminando e riflettendo con i cittadini per  accrescere la loro fiducia e smontare giorno dopo giorno la percezione del partito sommatoria o compromesso di interessi particolari”.

Una visione molto aperta e concreta quella di Salvatore Genovese che vanta una formazione ed una esperienza politica importante che inizia fin dagli anni del suo percorso universitario nel periodo buio in cui Vittorio Bachelet, professore e vice presidente del Csm, fu ucciso dalle Brigate Rosse all’Università La Sapienza.

Il nuovo Segretario nell’evidenziare i suoi punti strategici del mandato sottolinea la visione Rinoimportante del Partito come “ … luogo di apprendimento umano dove si possono smontare e rimontare convinzioni, arricchire conoscenze e partecipare a trasformazioni … per questo il partito solleciterà l’Amministrazione sul terreno delle soluzioni concrete per il territorio, raccoglierà e aggregherà conoscenze ed esperienze per facilitare gli interventi sul territorio ma con sano  realismo  favorirà  la maturazione di una interpretazione condivisa sulle scelte compiute dall’Amministrazione cercando di colmare quel divario fra amministrazione e società.”

Val bene ricordare, e sia concesso a chi scrive questo comunicato, che quel giorno di 35 anni fa, quando fu ucciso Vittorio Bachelet,  in un clima di forte tensione e di commozione, la Presidente della Camera Nilde Iotti disse in Aula che ‘la democrazia si difende con la democrazia e con la massima unità e coesione tra le forze sociali e politiche’. Queste parole erano valide allora e continuano ad esserlo oggi.

 

 

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