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La ormai nota vicenda Igdo approda in Consiglio Comunale.

Un acceso dibattito durato diverse ore dove l’Assessore Pazienza, il Sindaco e la maggioranza hanno dovuto ribadire, non la mancanza di volontà politica, ma la certificata impossibilità tecnica e finanziaria che impedisce qualsiasi possibilità che il complesso Igdo possa divenire proprietà pubblica così come tutti vorremmo.

L’opposizione, di contro, ha cavalcato la problematica senza però avere una reale e fattibile soluzione da mettere in campo, semplicemente perché sulla questione nessuna alternativa è realisticamente e responsabilmente praticabile.

Le posizioni espresse con forza nel contrastare la decisione dell’Amministrazione di non partecipare all’asta, sono state caratterizzate da estrema incompetenza, interventi sommari, approssimativi e palesemente privi di preparazione, che hanno messo in luce la mancanza di conoscenza tecnico-amministrativa e storico-culturale del bene stesso.

Con l’ansia di fomentare la platea intervenuta, alcuni consiglieri di opposizione hanno arricchito le loro vere e proprie arringhe con termini giuridici, legislativi e tributari “lanciati a caso”, o con ipotesi di intervento coercitivi nei confronti della Siciet, attuale proprietaria dell’Igdo, come il “sequestro cautelativo del bene”, confondendo così chiunque era all’ascolto.

Seppure tali grossolani errori ci hanno fatto sorridere, per onestà intellettuale, e a dimostrazione che le nostre posizioni non sono frutto di pregiudizi, al contempo abbiamo riconosciuto negli interventi del consigliere Boccali consistenza e merito argomentativo per aver portato elementi di riflessione che hanno arricchito e qualificato il dibattito.   

Ci sarebbe piaciuto assistere ad un confronto nella sua contrapposizione legittima all’altezza della circostanza che questa Città merita, ma questo è quanto emerso dagli interventi dell’opposizione che, al contrario, così come avviene in tutti i sistemi democratici che si rispettino, dovrebbe avere un ruolo prezioso per lo stimolo e per la critica costruttiva da esercitare in sede assembleare e non solo.

Invece, troppo spesso, la dialettica democratica viene mortificata all’interno dell’aula dal turpiloquio, e, così come è avvenuto in questo Consiglio Comunale, vi è  la dimostrazione di scarsa capacità di ruolo, di assenza di strategia politica e di visione, e a noi non resta che constatare, con profonda amarezza, che il livello della dialettica dei consiglieri di  opposizione è circoscritto in un perimetro al cui interno si trovano solo frasi ad effetto, urla, e contraddizioni verbali fino ad arrivare a patetiche suggestioni emotive di carattere familistico.

Rimandiamo quindi al mittente ogni maldestro tentativo di danneggiare l’immagine  di questa Amministrazione e del suo operato, soprattutto da parte di chi, ha ricoperto ruoli cardine all’interno del nostro Ente nel recente passato, ma che ha poi  fallito clamorosamente alle ultime elezioni con la propria candidatura a Sindaco di questa città.

Siamo noi quindi, come PD Ciampino, a tenere alta e puntuale l’attenzione, che il nostro territorio merita , sui problemi della città, con impegno politico e organizzativo, elementi di un partito che è capace di esprimere posizioni avanzate e strategiche nell’interesse generale del Paese, contrastando in modo aperto e rigoroso ogni tentativo di ridurre la politica a pura demagogia e strumentalizzazione.

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