cronistoria del complesso Igdo

Il complesso ex IGDO è stato acquistato negli anni ’70 dalla società privata “Ricostruiamo”. In quegli anni nel Piano Regolatore l’area dell’IGDO era destinata a uso servizi pubblici (sottozona F6) e tale è rimasto fino al 1998.

Nel 1985 l’Amministrazione comunale incarica quattro professionisti per redigere un progetto di recupero del complesso con la volontà di espropriare l’area chiedendo l’utilizzo di finanziamenti europei (Sindaco Venditti). Il Comune non inoltrò le necessarie richieste e quindi tutto decadde.

Nel 1989 viene presentata la prima proposta di riqualificazione dell’area da parte della Società Ricostruiamo per la realizzazione di uffici e negozi al posto dell’IGDO. Tale proposta incontrò una larga opposizione e fu bocciata.

Nel 1991 la proposta venne aggiornata con l’ipotesi di costruire 200 appartamenti, per circa 85.000 metri cubi, confermando l’abbattimento del complesso. Anche in questo caso la proposta fu contrastata e successivamente bocciata. Il vincolo a servizi pubblici del PRG si rivelò una difesa insuperabile.

Successivamente (inizi anni  ’90) alla società ricostruiamo subentra la S.I.C.I.E.T. (Società italiana costruzioni industriali edilizia telecomunicazioni)

Nel  1998 Nel 1998, a fronte di una valutazione di circa 20-25 miliardi di lire per i costi dell’esproprio, risultati inaccessibili per le casse comunali (Sindaco Rugghia), fu approvata dal comune di Ciampino una variante al PRG. In accordo con la proprietà, la società SICIET (Società Italiana Costruzioni Industriali Edilizia Telecomunicazioni), furono previste cubature residenziali e commerciali per circa 35.000 metri cubi, da assegnare alla stessa SICIET, previa la totale demolizione del Complesso IGDO.

Per la parte assegnata in proprietà al Comune di Ciampino e destinata ad uso pubblico, furono previsti: due piani di garage interrato per circa 250 posti auto, una sala convegni, una piazza di circa un ettaro.

Nel  1998 viene presentata la variante al PRG che trasforma l’area da zona F6 in zona F11 (servizi pubblici e privati)

 Nel 2001 la variante viene approvata in Regione

 Nel 2006 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con Decreto del Direttore Regionale, dichiara la “Chiesa e il Collegio del Sacro Cuore di Gesù” di particolare interesse ed importanza e ne appone il vincolo paesaggistico di insediamento urbano storico individuato dal P.T.P.R (Piano territoriale paesaggistico regionale). Il decreto impedisce modifiche volumetriche o dell’aspetto originario del complesso e ne preserva la memoria.

Nel 2007, dopo il ricorso al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) della società SICIET per la conclusione del procedimento dell’iter del piano attuativo avviato dall’Amministrazione Comunale, il Comune di Ciampino indice una Conferenza di Servizi, per confermare il superamento della variante speciale del 1998 e i presupposti del vincolo ministeriale. Conferenza dei servizi sull’IGDO e istituzione di un laboratorio di partecipazione urbanistica sull’IGDO.

Nel 2008 viene presentata una nuova proposta SICIET bocciata in Consiglio Comunale (Sindaco Perandini)

 Nel 2008 Il TAR annulla il vincolo del Ministero

 Nel 2010 il Consiglio d Stato annulla il vincolo del Ministero

Nel 2010 viene istituita una Commissione speciale IGDO per definire le linee guida per ipotesi di intervento nell’area che prevedono:

  • Conservazione dei volumi di interesse architettonico
  • Conservazione dei profili e dei prospetti caratterizzanti il paesaggio urbano
  • Destinazione d’uso coerente con l’originario utilizzo della struttura
  • Realizzazione di nuovi volumi in relazione all’entità della cubatura preesistente
  • Realizzazione di volumi interrati

Nel 2010 viene presentato un nuovo progetto SICIET bocciato perché non segue le indicazioni delle linee guida (Sindaco Perandini)

 Nel 2012 viene firmato un protocollo  d’intesa tra Amministrazione e SICIET per avanzare una proposta alla variante: polo culturale universitario, parcheggio, recupero, nuova edificazione

 

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