Riunione di consiglio interamente dedicata, ieri mattina, a discutere ben 9 mozioni, presentate dai componenti dei diversi gruppi, di maggioranza e minoranza.

Un Consiglio Comunale che ha registrato, a tratti, anche toni forti, ma che ha dato risalto alla volontà della maggioranza di governo di proseguire con determinazione nell’importante  percorso di innovazione, crescita sociale  e culturale della nostra città.

Il Partito Democratico ha presentato infatti due mozioni importanti, l’una riguardante l’introduzione del progetto sperimentale “BIKE TO WORK” che si inserisce all’interno dell’ampia serie di interventi volti a ridurre il traffico automobilistico cittadino, così come contemplato dal programma Smart City della nostra amministrazione e l’altra che prevede l’avvio di un percorso strutturale affinchè cultura e creatività divengano la leva per lo sviluppo del nostro territorio. 

Il progetto “BIKE TO WORK” nello specifico prevede l’incremento della percentuale di cittadini utilizzatori della bicicletta, quale ordinario strumento di mobilità urbana, attraverso un incentivo economico garantito dall’Amministrazione Comunale.

Seppure tale progetto non può essere ritenuto un intervento esaustivo e strutturale per la mobilità urbana, volto anche alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, costituisce senza dubbio una importante iniziativa a carattere incentivante e di sensibilizzazione all’interno di un sistema più vasto di “nuova mobilità”.

L’altra mozione nasce invece dall’idea di costruire una immagine identitaria della nostra città attraverso quella che oggi viene chiamata “rigenerazione urbana”, già avviata fin dagli anni 80 in molte città, dove gli spazi urbani diventano luoghi creativi e centri di innovazione capaci di attrarre flussi turistici ma soprattutto di stimolare la crescita dell’economia locale.

Negli ultimi anni in Europa è infatti cresciuta la consapevolezza dell’importanza del ruolo giocato dalle città nel guidare la progettazione, la costruzione e la promozione dell’immagine del territorio metropolitano e la messa a punto di una identità di brand che lo distingua indiscutibilmente dagli altri, utile per far leva sull’incoming di nuovi flussi turistici ma che rappresenti soprattutto un valore aggiunto per lo sviluppo economico complessivo dell’area.

Un’idea importante per la nostra città che aspira ad essere annoverata quale “città creativa” con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali del territorio.

Ma se da una parte entrambe le mozioni hanno saputo fornire gli strumenti necessari per intraprendere un ampio percorso di rinnovamento sociale e culturale della nostra città, che tenga conto delle necessità, ma anche delle aspirazioni dei nostri cittadini, dai banchi della minoranza sono giunte solo mozioni dal “sapore” esclusivo della contrapposizione politica e della strumentalizzazione.

Il solito gioco delle parti  con interventi pieni di retorica o finalizzati a raggirare la realtà. 

Cio’ nonostante la maggioranza di governo ha saputo dimostrare la capacità di accogliere, senza preclusioni di parte, due mozioni presentate dalla minoranza, seppure proponendo una parziale revisione delle stesse, l’una riguardante l’adeguamento strutturale del parcheggio di Via di Morena e l’altra riguardante la messa in atto di tutte le azioni possibili per la chiusura del campo rom “La Barbuta” in ottemperanza alla comunicazione della Commissione Europea  n. 173 del 2011 e dell’emendamento alla Legge 88/2013 approvato dalla Commissione Politiche Sociali della Regione Lazio.

I toni si sono alzati invece nella discussione della mozione sulla sicurezza presentata dal consigliere Boccali ma soprattutto in quella riguardante l’adozione della variante di Salvaguardia dell’area località Mura dei Francesi presentata dal consigliere Abbondati.

Entrambe le mozioni sono state bocciate dalla maggioranza l’una perché superata in quanto le azioni proposte erano già abbondantemente messe in atto da parte dell’amministrazione e l’altra, se pur condivisibile perché l’Amministrazione ha ritenuto che i tempi non siano maturi per l’adozione della variante di salvaguardia prima della definizione dei contenziosi presenti sull’area e della delocalizzazione delle aree 167.

Il dibattito politico-mediatico sulla sicurezza è esploso con una virulenza ed approssimazione che ci hanno lasciati sconcertati!

Il tema è talmente delicato che non si può rispondere alle emozioni di paura e di incertezza diffuse tra i cittadini amplificandole, come fanno alcuni politici con le campagne di disinformazione pubblicate su facebook , o attraverso qualche blanda proposta operativa a patto che i cittadini siano convinti che solo questi hanno a cuore la sicurezza della nostra città. 

Ogni azione o serie di azioni, infatti, per essere proposta non può prescindere dall’operatività delle forze dell’ordine del nostro territorio che in più occasioni hanno già relazionato ai consiglieri comunali le azioni messe in campo a tutela dei cittadini.  

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Non vogliamo cadere anche noi nella trappola delle battute ad effetto, facendo finta che la sicurezza si crei colpendo qualche emarginato e organizzando un paio di progetti di intervento sociale, la sicurezza per la sua strategicicità non può essere demandata a chiunque se non al Sindaco ed alle forze dell’Ordine e non certo utilizzata ai fini della costruzione del consenso quando la tentazione di strumentalizzare il disagio dei cittadini può farsi più forte. 

Ferma e decisa la posizione del Sindaco Giovanni Terzulli che ha replicato ai proponenti sgretolando ogni tentativo di delegittimare l’operato dell’Amministrazione.  

Altre due mozioni sono state ritirate dai gruppi proponenti su istanza della maggioranza che ha dimostrato di aver messo già in atto le azioni richieste.  

L’intramontabile Luigi Pirandello ci insegna che esistono tante verità quanti sono coloro che credono di possederla.

Noi infatti dobbiamo governare e pilotare la città verso un futuro migliore, per questo siamo stati eletti ed è questo quello che faremo. Quanto alla minoranza, se vuole davvero fare opposizione, che lo faccia seriamente dai banchi del Consiglio Comunale, abbiamo infatti ampiamente dimostrato di saper stare al gioco della parti e di esser disponibili al dialogo e all’accoglimento di proposte quando queste abbiamo un senso.

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