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Nasce il comitato per il si’ al referendum costituzionale “Ciampino dice si” composto non solo da iscritti e simpatizzanti del Pd, ma anche da elettori di altre forze politiche del centro e del centro sinistra e da rappresentanti della cosiddetta societa’ civile.

Sabato 21 maggio davanti al Parco Aldo Moro, dalle ore 15, il Comitato si presenterà alla città con l’obbiettivo di cogliere appieno lo spirito referendario e lanciare una grande campagna informativa sulle ragioni delle riforme.

L’incontro sarà, inoltre, l’occasione per raccogliere le adesioni di tutti coloro i quali vogliono partecipare in prima persona, dare una mano al Comitato per il Sì al referendum costituzionale e raccogliere le firme necessarie a promuovere la consultazione.

Il comitato è aperto all’adesione di tutti coloro che sono convinti della necessità di una reale e coraggiosa riforma nell’interesse del Paese e delle future generazioni.

L’obiettivo non è portare semplicemente consenso al nuovo testo costituzionale ma avviare un confronto dialettico con i cittadini rendendoli consapevoli del momento di svolta istituzionale che stiamo vivendo. Essere dunque protagonisti, e non solo comparse, di un momento storico che crea le basi per il futuro politico di un Paese che da troppo tempo attende una riforma dei suoi assetti istituzionali.

Il referendum rappresenta una grande occasione per la vita democratica del nostro Paese.  

Una vittoria del sì determinerebbe la nascita di un nuovo sistema parlamentare fondato sul monocameralismo consentendo una maggiore efficienza del parlamento: l’approvazione delle leggi sarà quasi sempre prerogativa della Camera, con il risultato che l’iter sarà molto più rapido.

La riforma proposta dal Governo si basa su alcuni punti qualificanti:

– trasformazione dei Senato in “Senato delle autonomie” formato da 100 componenti senza alcuna indennità;

– soppressione dei senatori a vita;

– lo snellimento nei tempi di approvazione delle leggi;

– l’abolizione del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro);

– il riordino delle competenze tra Stato e Regioni con il ritorno allo Stato di materie strategiche per lo sviluppo e la programmazione economica del Paese.

– vengono abolite formalmente dalla Carta costituzionale le Province.

Vogliamo rinunciare a tutto ciò?

Riteniamo che questa riforma costituzionale vada sostenuta perche’ per la prima volta, dopo decenni di tentativi infruttuosi, si e’ stabilita una semplificazione dei procedimenti legislativi, eliminando il frustrante rimpallo delle Leggi da una Camera all’altra, si sono chiariti i rapporti fra stato e regioni, si sono ridotti sensibilmente i costi della politica con la trasformazione del Senato in camera delle autonomie e la riduzione del numero dei senatori.

Chi si oppone alla riforma vuole oggi personalizzare lo scontro, trasformando un dibattito sulle idee in una battaglia contro il Governo.

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