Marco-Pannella-le-sue-condizioni-di-salute-peggiorano-trasferito-in-una-struttura-segretaSi è concluso il tuo percorso in questo Paese che tanto hai contribuito a trasformare grazie alle tue battaglie.

Con il tuo estro di animale da palcoscenico della politica spettacolo (anticipata di 30 anni), che hai saputo trasformare in patrimonio politico, e le tue grandi lotte civili, hai scardinato un paese che era chiuso in una gabbia di convenzioni e di ritardi culturali, ma ciò nonostante, hai conservato una concezione alta della politica nonché altissima delle istituzioni.

E oggi la tua scomparsa rende ancora più evidente la differenza tra chi, nella lotta politica, combatteva per cambiare e non per distruggere, e chi come oggi, con lo stesso estro  di animale da palcoscenico, ha messo in piedi un movimento politico per abbattere le istituzioni esistenti.

Dalle battaglie referendarie dei lontani anni 70 ((divorzio, aborto, preferenza unica) l’Italia di oggi è completamente cambiata, ma la tua scomparsa, per un gioco del destino, ha coinciso,  quasi come fosse un tuo riconoscimento morale, con un momento storico del paese dove la politica si è misurata ed ha vinto su un terreno di gioco a te congeniale, quello delle conquiste civili.

E’ come se tu avessi voluto aspettare fino all’ultimo, prima di andar via, per vedere questo ulteriore passo in avanti che il paese ha fatto, sulla strada della modernità, nell’approvare, finalmente, una legge sulle unioni civili.

E’ fuor di dubbio infatti che sia stato tu a portare nel cuore della battaglia politica quella bandiera sconosciuta , il vessillo dei diritti civili, una dimensione estranea alla cultura politica di una giovane Italia Repubblicana in gran parte insensibile alle tematiche dell’individuo moderno…….

Quello che ti va senza dubbio riconosciuto è che, in un Paese privo di trasformazioni di stampo protestante ma solo teatro di sporadici episodi di illuminismo borghese, hai fatto capire agli italiani che la tua opera in difesa dei diritti civili era molto più avanti di una politica bigotta e conservatrice.

A presto Marco, anzi, come amavi dire tu, A subito.

Salvatore Genovese

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