12932578_10207331139251137_4271495912401722882_n

Quello che è accaduto stamattina in Consiglio Comunale, con la dichiarazione del Consigliere Abbondati di uscita dalla maggioranza di governo della città, ci lascia un po’ l’amaro in bocca ma senza dubbio non ci ha sorpreso.  

Una dichiarazione esposta a tutto il consesso in un Consiglio Comunale in cui si andava ad approvare il bilancio, l’atto di governo più importante delle attività dell’Ente.

Non riconoscersi più in una maggioranza, in una squadra, in un progetto è cosa da mettere in conto, può accadere … ma implica anche la consapevolezza che la propria elezione è avvenuta grazie al consenso ottenuto da tutta la maggioranza di governo e che non basta girarsi  dall’altra parte e guardare altrove scegliendo la strada più comoda e mettendo in grave difficoltà il proprio Assessore di riferimento  che nulla sapeva di questa decisione presa ma che ha anzi riconfermato, in un suo intervento la fiducia al Sindaco e a tutta l’Amministrazione Comunale.

E’ di tutta evidenza che il consigliere Abbondati, rispetto al percorso scelto e condiviso con la sua candidatura nell’attuale maggioranza, oggi, con questa decisione, traccia un profondo solco di separazione, peraltro già manifestatosi in questi ultimi mesi anche con atteggiamenti e posizioni polemiche dalla linea della maggioranza nonostante le decisioni, all’interno della stessa, siano state sempre prese in maniera democratica e trasparente e con un continuo confronto delle idee, anche differenti, che si sono manifestate in ogni possibile occasione di incontro.

Il Sindaco e gli Assessori  non hanno mai mancato, nonostante gli innumerevoli impegni, nel relazionarsi con la maggioranza senza mai sottrarsi al dibattito ed al confronto facendo tesoro del contributo di tutti.

 Riteniamo però che, se c’è estraneità rispetto al mandato dato dagli elettori non basta uscire dalla maggioranza rimanendo in posizione comoda, soprattutto in coerenza con quanto affermato oggi in consiglio comunale, non solo rispetto all’attuale mandato di governo ma anche rispetto ai precedenti mandati.  

Il consigliere Abbondati oggi avrebbe dovuto palesare al Consiglio un semplice atto di coerenza dimettendosi dalla carica elettiva ricoperta, quella stessa coerenza di cui si è spesso vantato rispetto alle decisioni prese.

Questo perché Abbondati sa ed ha accettato all’atto della sua candidatura di essere un rappresentante, oltre che dei cittadini anche della squadra e del progetto per il quale è stato candidato ed eletto: infatti vi è un vincolo morale forte stabilito con gli elettori, con i cittadini, con la consapevolezza di non essere stato eletto con “il proprio bacino elettorale”, che sarebbe stato ben poca cosa  in un altro schieramento, ma grazie al lavoro di un gruppo che in maniera completa e totale si è speso e ci ha messo la faccia.

Questo si chiama “vincolo di mandato” nei partiti tradizionali che è prima di tutto vincolo morale e non dovrebbe, per l’etica di cui si è sempre vantato il consigliere Abbondati, generare franchi tiratori, voto di dissenso, spaccature, fratture, “cambi di casacca” … impone invece le proprie dimissioni quale gesto di coerenza e rispetto del vincolo morale stesso, laddove non ci si riconosca più nell’obiettivo comune e nel percorso intrapreso.

In una maggioranza l’obiettivo comune è la sintesi di idee diverse e non si può pensare di non riconoscersi più solo perché le proprie idee o la propria posizione risulta minoritaria, quando non addirittura in antitesi ai valori fondanti della maggioranza stessa.

Ed in questo caso è ancora più urgente e necessario dimettersi dalla carica ricoperta perché significa che di quella maggioranza non si è mai realmente e soprattutto moralmente fatto parte.

Quello che oggi il Pd afferma, nonostante il disappunto è che la maggioranza resta solida , coesa e unita.    

 

.

 

Annunci