Nel pomeriggio di martedì 19 luglio  in Consiglio Comunale si  è riaperto il sipario della brutta politica, quella fatta di violenza verbale, faziosità e menzogna.

A guidare “il carretto” questa volta sono stati i consiglieri pentastellati, si proprio loro, quelli le cui reazioni, come in ogni pericolosa “setta”, vengono condite tutte dagli stessi argomenti, spesso dalle stesse frasi ripetute a pappagallo.

E tutti se ne fanno interpreti, fino all’ultimo dei loro elettori.

Si tratta, in tutta evidenza, di una forma di fondamentalismo politico assolutamente inedito nell’Italia repubblicana, basato sulla totale incapacità di razionalizzare, di leggere i contenuti, di stare ai fatti staccandoli dalla propria distorta percezione. 

Professano apertura, onestà e coerenza ma oggi, dopo la loro vittoria diffusa nei municipi e nei comuni limitrofi, hanno acquisito maggiore arroganza e nei loro interventi,  mal celano smorfie, ammiccamenti e ghigni beffardi come in un vecchio quadro di Daumier.     

Il loro intento denigratorio e distruttivo della nostra maggioranza di governo ma anche del Partito che rappresentiamo sono assolutamente da condannare sia sul piano etico che morale.

Siamo diventati il bersaglio della loro “macchina del fango”, ma chi si fa portatore di tali comportamenti deve fare innanzitutto i conti con se stesso, un se stesso pieno di livore, di acredine, di faziosità, di situazioni irrisolte che di fronte alla nostra fierezza di persone perbene soccombe inevitabilmente.

Tutta la nostra attività di governo punta e punterà sempre e comunque al raggiungimento degli obiettivi con moralità ed etica costruttiva e questo è il nostro messaggio ai cittadini.

Siamo sicuri di dare, ai cittadini che ci hanno eletto ed ai giovani che osservano, la testimonianza di principi imprescindibili quali l’onestà, il rispetto delle persone, l’osservanza delle leggi ed il buon esempio nella gestione della nostra città.

Ci saremmo aspettati da un movimento nuovo e giovane come quello del 5 stelle una opposizione costruttiva e mai preconcetta, sempre mirata al soddisfacimento dei bisogni del cittadino ed a promuovere quella crescita comune nella salvaguardia dei diritti e degli interessi della collettività.

Insomma, non la solita farsa della vecchia politica, ma tutta un’altra storia.

E come se non bastasse alla presentazione di una mozione della maggioranza a sostegno alla Proposta di Legge di iniziativa popolare, promossa dalla CGIL, Carta dei Diritti Universali del Lavoro — Nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e i Lavoratori, si sono nuovamente scatenati gli interventi dei consiglieri 5 stelle.

Anche qui, come un “mantra” hanno ripetuto con ansia e acredine i soliti concetti slogan: “Renzi abusivo” … “deve andare a casa” …”politiche sul lavoro inesistenti” “reddito di cittadinanza” e così via.

La realtà è molto diversa e ce lo dimostrano i fatti concretamente, una realtà che si fa finta di non vedere perché accecati da quello che possiamo definire un “odio politico” che non fa bene al dialogo e che genera sui cittadini tanta confusione.

Sulle vicende nazionali ci corre l’obbligo di fare chiarezza e non lasciare ai cittadini il dubbio che le “ansie” dei 5 stelle possano essere condivise.

 Analizziamo alcune misure del nostro governo

Il JobsAct 

Prendendo i dati ISTAT, che sono per definizione quelli più attendibili, possiamo facilmente verificare che dal mese di febbraio 2014, primo mese del Governo Renzi, a oggi ci sono 455.000 posti di lavoro in più.

Abbiamo recuperato quasi mezzo milione di posti in due anni: è un risultato storico, ed è proprio grazie al JobsAct!

Se poi pensiamo che 390.000 mila di questi posti sono a tempo indeterminato ci rendiamo conto di che storia incredibile è questa: tante ragazze e ragazzi che possono finalmente accendere un mutuo e magari addirittura fare un figlio grazie alla stabilità ottenuta. Oggi in Italia lavorano 22 milioni e 600 mila persone. Per trovare un dato così alto bisogna risalire a 45 anni fa.

I famosi 80 Euro in più nella busta paga dei lavoratori

Beppe Grillo sostiene che il governo li stia richiedendo indietro e che era solo una manovra elettorale.

Su Twitter il fondatore di Cinque Stelle è immediatamente diventato #beppebugiardo. Perché? Perché non è vero. Non c’è nessuna manovra oscura del Governo, men che mai a livello elettorale, quello che è vero è che 1,4 milioni di persone che avevano dichiarato di stare nei limiti previsti dalla legge (8mila/­26mila euro lordi) non ci sono stati e dunque hanno perduto il diritto al bonus.

Ma è vero anche che 1,6 milioni di persone che non avevano dichiarato di stare nei limiti, ci sono rientrati e dunque hanno diritto al bonus. Il saldo è che ci sono 200 mila italiani in più delle previsioni con gli 80 euro in tasca.

E il succo è che Grillo dice le bugie. Anche su questo. Ma ormai non è più una notizia.

La verità è una: 11.291.064 italiani nel 2014 hanno ricevuto il bonus fiscale.

Il Ddl povertà

Il 14 luglio, nel giorno in cui l’Istat comunicava che nel 2015 viveva in povertà assoluta in Italia 1 milione e 582 mila famiglie, il numero più alto dal 2005, la Camera ha approvato un emendamento del Pd al ddl di contrasto alla povertà che prevede “l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà”, denominata “reddito di inclusione”.

La prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà approvata in prima lettura: 1,6 miliardi in 2 anni.

E’ la prima volta che per la lotta alla povertà assoluta viene messa a disposizione una misura universale da oltre un miliardo di euro. E’ stato chiamato “reddito minimo di inserimento attivo”.

È un primo grande passo per diventare, di nuovo e meglio, tutti italiani: “più uguali”.

Nel dibattito i deputati 5stelle sono stati particolarmente critici. Luigi Di Maio ha parlato di “ipocrisia” del Pd, mentre Giorgio Sorial è ricorso a una metafora: “È come il pecorino cinese, che si chiama così ma è fatto con il latte di  mucca”.

E qual è invece il mantra dei 5 stelle? Il reddito di cittadinanza urlato dalla consigliera Checchi ai banchi della maggioranza.

 Un bluff totale!!!! 

Cosa è successo a Livorno con il reddito di cittadinanza sbandierato dal Sindaco grillino?

Mille domande, 100 selezionati- 

Per il reddito di cittadinanza erano stati stanziati 300mila euro.

Ma a parlare di “bluff totale in vista delle elezioni” fu proprio l’ex grillino Marco Valiani, ora consigliere comunale di Livorno Bene Comune: “I beneficiari saranno solo 100 persone”.

 Stesso ritornello da parte dell’ex consigliere grillino (ora “Livorno Libera” insieme agli altri due espulsi,  Giuseppe Grillotti: “E’ solo un’iniziativa pubblicitaria. In Comune circola una bozza di bilancio con 290mila tagli al sociale: da una parte si mette, dall’altra si toglie”. 

 E’ stato un vero e proprio spot: solo uno pseudo-reddito di assistenzialismo puro

Lorenzo Bacci, segretario Pd per tutta la provincia, parlò di arma di distrazione di massa tipica dell’armamentario grillino. Dopo aver tagliato dal bilancio al sociale di un anno fa 326mila euro se ne stanziano 300mila nei confronti di appena 100 livornesi, per soli 6 mesi”.

E il fumo negli occhi gettato da Di Maio? “Bastano 17 miliardi per dare 780 euro al mese a 10 milioni di italiani sotto la soglia di povertà”

Ma Di Maio li sa fare due conticini?

 780 x 12 x 10 milioni = 93 miliardi e 600 milioni l’anno!

Per maggiore comprensione queste cifre equivalgono a quanto il governo spende per la scuola (50 miliardi) e per la difesa (20 miliardi) sommati!!!!

Questo significa prendere in giro poveri e disoccupati!!!

Consigliera Checchi nei banchi della maggioranza ci sono persone preparate e corrette e non si lasciano intimorire dalle sue urla né tantomeno si crucciano quando lei lascia l’aula sbuffando, né questo atteggiamento fa di lei una palatina della giustizia o addirittura una eroina. La sua è solo una estrema debolezza ed incapacità di reggere il confronto politico.

La politica, lo ribadiamo non è scagliarsi contro “l’avversario” la politica è dialogo e costruzione di precisi e concreti obiettivi per la città e per tutti i cittadini.

Per migliorare la nostra città non occorre la vostra antipolitica, ma più cultura politica.

E ancora di più contano le persone che realizzeranno il cambiamento proprio perché credono nella cultura politica.

 

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