Con il voto compatto di tutti i consiglieri di maggioranza, del Sindaco e di tre consiglieri di opposizione il Consiglio Comunale di Ciampino ha salvato l’Asp dal default.

Ci siamo trovati difronte ad un bivio, o decidere di non approvare i piani dell’Azienda, e quindi mettere in liquidazione la società ASP, o assumerci la responsabilità di darle continuità attraverso l’approvazione del bilancio e della relativa proposta di piano industriale presentata attraverso l’incarico affidato al Prof. Stefano Pozzoli.

Una decisione sofferta ma condivisa e sostenuta da chi ritiene che la politica non sia solo denuncia ma RESPONSABILITA’, quella responsabilità che ci ha indotto con coraggio ad approvare gli atti dell’Azienda nonostante il parere contrario dell’organo dei Revisori dei Conti e della Dirigente Comunale del Settore Economico e delle Società Partecipate.

Abbiamo lavorato sodo in questi mesi per trovare le giuste soluzioni per salvare una società che da molti anni fornisce servizi di qualità al nostro comune, soprattutto quei servizi racchiusi nella sfera del sociale che sono indispensabili per la nostra comunità.

Mettere in liquidazione questa società avrebbe comportato non solo un grande problema dal punto di vista occupazionale, con più di 200 famiglie che si sarebbero trovate ad affrontare la scure della disoccupazione e nessuna certezza sul riconoscimento dei diritti acquisiti, ma una pesante svalutazione delle nostre farmacie, con una grave diminuzione del fatturato per l’impossibilità di approvvigionamento delle merci e la totale privatizzazione dei servizi mensa, scuolabus, HK, pulizie, affissioni e pubblicità e asili nido.

Abbiamo fatto una scelta coraggiosa ma con precise prescrizioni e controlli stringenti per monitorare l’andamento dell’azienda ed il rispetto meticoloso del piano industriale.

Il Partito Democratico e le liste civiche ancora una volta si sono dimostrate forze politiche responsabili e capaci di compiere scelte difficili in favore della cittadinanza e questa volta lo hanno fatto rischiando con il patrimonio personale dei consiglieri comunali che potrebbero subire una pesante condanna qualora le previsioni del piano industriale non si realizzassero e la Corte dei Conti riscontrasse un danno erariale nei confronti dell’Ente Comune che pur sostenendo gran parte delle perdite dell’Asp non avesse raggiunto gli obiettivi di risanamento.

Siamo fieri di questa scelta fatta, orgogliosi di aver dimostrato piena compattezza dai banchi della maggioranza ed esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti dei consiglieri di minoranza Addessi, De Pace e Testa che con il loro voto favorevole hanno dato prova di essere una opposizione responsabile e che sui temi dei servizi al cittadino e dell’occupazione non esiste barriera politica che tenga.

Pesante invece è la nostra condanna nei confronti dei consiglieri Abbondati, Bartolucci, Boccali e Checchi che hanno votato contro il bilancio ed il risanamento dell’Azienda, votando di fatto per l’immediata messa in liquidazione dell’ Asp senza preoccuparsi delle gravi ripercussioni a livello sociale ed economico per la nostra città.

Questi consiglieri, che in più occasioni hanno accentrato le loro arringhe in Consiglio Comunale esaltando quegli aspetti di politica sociale e di promozione della solidarietà umana e civile trionfalmente enunciati nei loro programmi, oggi hanno votato contro il lavoro di 213 famiglie, hanno votato perché i servizi delle FARMACIE, delle MENSE, dello SCUOLABUS, dell’A.E.C. (Assistenza Educativa Culturale bambini diversamente abili) e delle PULIZIE di fatto venissero commissariati ed affidati ai privati senza nessuna garanzia occupazionale e con la certezza dell’aumento dei costi per la cittadinanza.

Ma c’è ancora molto di più, questi consiglieri hanno intravisto nel fallimento dell’Asp il fallimento di questa Amministrazione Comunale, il fallimento di questa maggioranza di governo e la possibilità di ritornare al voto con una loro possibile conquista del ruolo di governo della città.

Questo era il loro reale interesse su cui hanno puntato fin da subito, un interesse così forte per il quale potevano permettersi di decidere le sorti di una azienda e la perdita del posto di lavoro per le 213 famiglie.

Su ciò non esprimiamo nessun commento ma lasciamo che siano i cittadini stessi a giudicare a chi affidare le sorti della nostra città.

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