Da gennaio reddito d’inclusione per combattere la povertà

Parte ufficialmente, dopo il secondo definitivo esame di ieri in Consiglio dei ministri, un nuovo strumento mirato a combattere la povertà delle famiglie: il Reddito d’inclusione (ReI).

Il ReI – richiesto da tempo dalle Ong dell’Alleanza contro la Povertà – scatta dal primo gennaio del 2018, e consiste in un assegno mensile da 190 fino a 485 euro per un massimo di 18 mesi, rinnovabili dopo sei mesi di pausa.

Il costo annuale della misura è di circa 2 miliardi di euro ed è stimato che  potranno richiederlo circa 400 mila famiglie.

Il REI è stato introdotto tramite Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri pertanto è immediatamente effettivo e non ha bisogno di ulteriori voti da parte del Parlamento.
Per ottenere il REI bisogna avere un valore dell’ISEE (il principale indicatore del reddito familiare) non superiore a 6 mila euro.

Inoltre, non può riceverlo chi ha un patrimonio oltre i 20 mila euro, esclusa l’eventuale prima casa. Il reddito di inclusione sarà assegnato in maniera prioritaria alle famiglie con figli minorenni o disabili, a donne in gravidanza e ai disoccupati ultra-cinquantenni. Si potrà lavorare e contemporaneamente ricevere il sussidio, a patto di rispettare i requisiti ISEE.

Non avrà diritto al REI chi invece al momento sta già ricevendo altri sussidi per la disoccupazione.
Si potrà fare domanda per ottenere il REI a partire dal prossimo primo dicembre, consegnando all’INPS una dichiarazione ISEE precompilata. Una volta ottenuto il REI, si riceverà il sussidio per un massimo di 18 mesi. Poi sarà necessaria una pausa di sei mesi prima di poterlo chiedere per una seconda volta.

Il REI sarà pagato tramite una carta elettronica, la “Carta REI”: in teoria chi lo riceve dovrebbe ricevere anche un supporto per mettere in atto «un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà.

Vista la scarsità di risorse di cui dispongono i servizi sociali, incaricati di questa parte del progetto, non è chiaro se effettivamente sarà possibile assegnare un “progetto personalizzato” a tutti coloro che otterranno il REI (il governo ha comunque stanziato nuove risorse per potenziare i servizi sociali e i centri per l’impiego (saranno spesi a tal fine 550 milioni di euro nei prossimi tre anni).

“Un aiuto alle famiglie più deboli, un impegno di Governo, Parlamento e Alleanza contro la povertà” scrive su twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, “Per la prima volta il Paese si dota di una misura permanente”, sottolinea il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Per la prima volta l’Italia si dota così di uno strumento contro la povertà, partendo da coloro che negli anni di crisi hanno subito il calo peggiore delle proprie condizioni di vita, i nuclei con bambini.

“Un grande passo in avanti” sostiene ancora il Premier, che ha firmato in aprile il memorandum di intesa con l’Alleanza contro la povertà sull’attuazione della legge delega che istituisce il reddito di inclusione,  – “la crisi che abbiamo attraversato, la più grave dal Dopoguerra, ci ha lasciato un incremento della povertà e chi governa deve riconoscere il problema”.

 

 

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