Una passeggiata con David Vecchiato

Una mattinata come tante, un po’ fredda, un po’ uggiosa, ed una camminata per la città alla ricerca di spazi urbani a cui dare nuova vita portando i cittadini a confrontarsi con la storia di ieri per fonderla con quella di oggi in opere di arte urbana.

Lui è David “Diavù” Vecchiato, uno dei principali esponenti della Urban Art in Italia, che partendo dal Quadraro – suo quartiere di origine – è riuscito a tracciare un percorso che lega le opere che vanno dai murales alle scalinate di diverse zone di Roma, creando così un “MURo – Museo di Urban Art di Roma”.

Ad incontrarlo, venerdì mattina sono stati Cristina Nuzzo consigliere comunale delegato ed Andrea Acciari dello staff del Sindaco Giovanni Terzulli.

Eravamo da tempo intenzionati a creare progetti di Street Art a Ciampino iniziando un primo percorso con l’opera di Caravaggio realizzata dall’artista Riccardo Beetroot Rapone sulle mura della chiesa del sacro Cuore di Gesù durante la ”Notte Bianca 2016” ed abbiamo proseguito nello studio e la ricerca di progetti che potessero arricchire e dare colore alla nostra città.” – ha sostenuto la consigliera comunale Cristina Nuzzo – “ad indirizzarci verso David Vecchiato, in arte Diavu’, oltre che le opere del quartiere del Quadraro anche l’ultimissimo progetto di Arte Contemporanea Urbana GRAArt da lui ideato, progettato con la consulenza della scrittrice Ilaria Beltramme e realizzato dall’Associazione Culturale MURo che ripercorre la storia e il mito di Roma attraverso opere di Urban Art realizzate da artisti provenienti da varie parti del mondo. Il progetto è stato realizzato sulle pareti del Grande Raccordo Anulare per conto dell’ANAS e col patrocinio del MIBACT. Le opere realizzate accolgono ora gli automobilisti che escono dal Grande raccordo Anulare, l’autostrada più trafficata d’italia, trasmettendo un forte messaggio di “Benvenuti a Roma”.

Nel dicembre del 2016 infatti, era improvvisamente comparso al di sotto del raccordo anulare, proprio all’uscita di Viale Kennedy, questo coloratissimo murale di cui tutti si chiedevano l’origine e chi lo avesse realizzato fino a scoprire che l’artista era Camilla Falsini, collaboratrice del progetto GRAArt.

muro_camillafalsini_graart.jpg

A spiegarci l’opera è proprio David Vecchiato durante la nostra camminata: La via Appia, che è la strada dei sepolcri e dei mausolei, ma anche della celebrazione della vita che i campi offrivano all’uomo coi raccolti, è poco distante da questo muro dipinto per GRAArt dall’artista Camilla Falsini. Durante i lavori al murale alcune persone del luogo ci hanno indicato a pochi metri dal muro dipinto un antico sepolcro, ritrovato decenni fa, in area privata, durante la costruzione di un edificio.

L’artista ha scelto dunque il simbolo ideale, quello dei bucrani – teschi di animali, principalmente di bue, che venivano riprodotti come elementi decorativi sui mausolei e sugli altari sacrificali – per sostituire su quest’opera i cavalieri o le creature di fantasia tipici del suo immaginario fiabesco.

Questi quattro enormi personaggi dalla testa d’ossa si presentano all’osservatore come due fazioni opposte che si stanno contendendo quei tre fiori variopinti, dipinti dalla Falsini al centro del muro.

Sono come due eserciti: quello di Massenzio, la cui villa è da qui poco lontana, e quello di Costantino, che sembrano fronteggiarsi per la conquista delle insegne imperiali, che il primo seppellì prima della battaglia di Ponte Milvio del 28 ottobre del 312 d.C. e che furono rinvenute solo nel 2005, alle pendici del colle Palatino.
In quelle lacrime di sangue che fuoriescono dai bucrani e formano un mare rosso alla base del murale, c’è un chiaro riferimento – oltre al sacrificio di Massenzio e dunque alla vittoria di una nuova Roma, che segnerà la fine del paganesimo e diverrà cristiana – anche al sangue dei buoi che veniva sparso in questi campi come benedizione pagana per augurare fertilità.

Il bucrano è dunque qui ad osservarci come un monito: ci ricorda il bisogno di rinnovamento che Roma periodicamente ha.”

Durante la passeggiata David Vecchiato ci sbalordisce con la sua ampia conscenza della storia del nostro territorio (ricca di particolari persino a noi non noti) e della sua ampia cultura di storia dell’arte facendoci immaginare una nuova Ciampino ricca di storia e di colori, una città che è la porta dei castelli romani e che rivendica, da sempre, la vocazione di “cerniera” tra l’Urbe e i Castelli Romani per la sua posizione strategica.

Nella passeggiata David Vecchiato scruta e fotografa strade, edifici pubblici e privati, il nostro Parco Aldo Moro, il palazzetto dello sport, i ruderi dell’Igdo e le case popolari di Via Col di Lana con l’occhio particolarmente attento ai particolari che stimolano in lui grande interesse e forse, ce lo auguriamo, una idea di arte urbana che faccia riscoprire in noi tutti quel senso di appartenenza forse un po’ dimenticato.

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