Riduzione dell’utilizzo dei sacchetti di plastica

Dal 1° gennaio 2018 saranno messi al bando i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri utilizzati per imbustare frutta e verdura, carne, pesce, affettati. Al loro posto ci saranno shopper biodegradabili e compostabili, ma saranno a pagamento

L’introduzione del contributo fisso sui sacchetti dell’ortofrutta ha generato molte polemiche e illazioni tanto che sui social gira già la bufala secondo la quale la Legge  che lo prevede sia stata fatta su ordine di Renzi e applicata da Gentiloni “per favorire una amica di Renzi” (strano che non abbiano inventato un altro parente) che è l’unica che produce quel tipo di sacchetti biodegradabili.

In realtà la legge in questione è quella di conversione del decreto legge 2017 n. 123, Disposizioni urgenti per la crescita economica del mezzogiorno, e dice che i sacchetti (chiamati spesso “shopper”) con spessore della singola parete inferiore a 15 micron debbano essere biodegradabili e compostabili nonchè  certificati da enti appositi.

La Legge non fa altro che recepire la direttiva UE approvata nel 2014 che si basa sulla diminuzione dei consumi dei normali sacchetti leggeri, che sono tra le altre cose tra i principali responsabili dell’inquinamento dei mari.

Si tratta quindi di un obbligo comunitario sul quale l’Italia era in forte ritardo rischiando pesanti multe. 

Un cambiamento che è stato annunciato come l’ennesima stangata a discapito dei consumatori, anche se per Legambiente non è corretto parlare di caro-spesa. “L’innovazione – ha spiegato anzi Stefano Ciafani, Direttore Generale di Legambiente – ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta. 

Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili, siamo sicuri che accoglieranno bene questa importante novità riguardante gli shopperleggeri e ultraleggeri finalmente compostabili”.

Obiettivo della norma, affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffusi “promuovendo le filiere delle produzione industriali innovative e rispettose dell’ambiente – ha continuato Ciafani –. Allo stesso tempo auspichiamo che l’Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni e la strategia messa a punto, basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l’economia circolare promossa dalle imprese e infine una maggiore tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

 

 

 

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