Rino Genovese: “La disinformazione viaggia sui social”

Grazie alla straordinaria partecipazione e al tributo di fiducia che molti cittadini hanno voluto dare al PD di Ciampino con le elezioni del segretario nazionale Nicola Zingaretti, sentiamo la necessità di dover assumere maggiore responsabilità nei confronti della nostra comunità politica.

E’ già noto che il Partito Democratico di Ciampino, con il contributo di tutte le forze civiche e politiche, ha dato seguito alla costituzione di un’ampia coalizione di centro sinistra ponendosi al servizio della stessa e del candidato sindaco Giorgio Balzoni per la costruzione di un percorso politico- programmatico attento alle esigenze della città.

Tuttavia è di primaria importanza sottolineare il sostegno che il PD sente di dover dare alla coalizione stessa, limitando l’esercizio del proprio ruolo solo ed esclusivamente all’interno della campagna elettorale e fuori da ogni dinamica di ipotetiche costituzioni preconfezionate di giunte comunali a firma del PD stesso. Tale costituzione non può che essere prerogativa del futuro Sindaco di Ciampino sulla base del consenso ottenuto da tutta la coalizione e senza alcun accordo “a  tavolino” prima che si sia giocata “la partita”. 

Per tale motivo una tale ricostruzione, da parte di chi se ne fa autore e descrive la vita politica di Ciampino con eccessiva fantasia,  è priva di ogni fondamento e non trova alcun riscontro oggettivo tanto da potersi accreditare come una credibile e autorevole fonte di informazione.

Pd, il 23 ottobre l’attivo del partito. Genovese: “Discutiamo insieme del futuro”

Una riunione importante quella di martedì 23 ottobre per un ragionamento aperto sull’attuale situazione politica del Partito Democratico Nazionale ma anche in ottica locale in virtù delle elezioni che si avvicinano. 

Un attivo utile ad ascoltare tutti i nostri iscritti e simpatizzanti  per un dibattito  aperto  e cristallino al fine di concretizzare l’esigenza di un rilancio dell’azione politico-organizzativa del Partito sul territorio cittadino.

Sarà anche l’occasione per avviare l’organizzazione del prossimo congresso  regionale.

 

 

Per l’Italia che non ha paura

Domenica 30 settembre alle ore 14 a Roma a Piazza del Popolo

Scendiamo in piazza per costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura. Scendiamo in piazza perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Scendiamo in piazza perché costruire questa alternativa democratica è il nostro impegno.

Vogliamo riorganizzare il campo delle forze progressiste, un progetto ampio, aperto a tutti i cittadini, le organizzazioni, le realtà sociali che credono nei valori dell’uguaglianza, della solidarietà, della multiculturalità, della scienza e di una crescita più giusta in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

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“Ripartire da un progetto importante e condiviso in chiave politica e programmatica”

“Il pd di Ciampino vuole ripartire da un progetto importante e condiviso in chiave politica e programmatica nella consapevolezza delle proprie difficoltà.
Essere stato parte del problema non significa oggi per il Partito perdere la determinazione di volersi mettere a disposizione per provare ad essere parte della soluzione per il futuro della nostra città“  così si legge in una nota del Segretario del Partito Democratico di Ciampino  Salvatore Genovese.  

“Ridare vita al Pd puntando sulla base significa dare spazio ad alleanze civiche, associazioni culturali e lavorative che rappresentano la ricchezza e la pluralità dei saperi sociali e delle esperienze politiche. Tutte visioni culturali da rendere operative in una progettualità politica che muove dal basso e trova nell’organizzazione politica e partitica un supporto e un punto di coordinamento capace di dare forma operativa a istanze che resterebbero altrimenti politicamente inerti.” – 

“Occorre ripensare le proprie strutture e il proprio personale politico – conclude Salvatore Genovese –  abdicando alla pretesa di decidere dall’alto le rappresentanze a tutti i livelli. Come era nella convinzione di Gramsci, del resto, le candidature dovrebbero emergere dalle realtà di base e rispondere ad esse, al proprio mandato. Alla sinistra (tutt’altro che sparita) non è data oggi altra alternativa per tornare a svolgere  un ruolo politico al servizio del paese, maturare una concezione della politica in grado di dare sostanza alla democrazia, sempre meno attraente come forma di governo nell’attuale contingenza storica e sempre più gravida di insidie.”