Studi di settore, abolizione nel 2017

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Abolizione degli Studi di Settore al 31 dicembre 2017; saranno sostituiti dagli indicatori di compliance e dal grado di affidabilità. Cosa cambia per le imprese?

Studi di Settore, l’abolizione nel 2017 è una delle novità fiscali introdotte dal Decreto Fiscale 193/2016. A partire dal 31 dicembre 2017 saranno sostituiti dai nuovi indici di affidabilità fiscale utili per delineare il profilo del contribuente.

Negli scorsi giorni sono stati approvati gli ultimi studi di settore 2016 e quindi, in vista dell’abolizione nel 2017 sono sempre in più a chiedersi cosa cambia in realtà. Lo strumento del Fisco sarà ufficialmente abolito e sostituito dagli indicatori di compliance. Con l’abolizione degli studi e l’addio allo strumento statistico per il calcolo delle imposte a imprese e contribuenti arriverà a partire dal 31 dicembre 2017 un nuovo strumento, anche se ad oggi è difficile capire quali saranno le novità e cosa cambia per i contribuenti.

L’abolizione degli studi di settore è stata annunciata dall’ex premier Renzi all’atto di presentazione della Legge di Bilancio 2017 e del decreto fiscale che ha introdotto importanti novità come l’importante strumento di collaborazione tra contribuenti e fisco ma restano ancora molti dubbi irrisolti.

Come saranno gli indicatori di compliance che sostituiranno gli studi di settore nel 2017 e cosa cambierà? Questa novità introdotta conviene alle piccole e medie imprese oppure ci troveremo a rimpiangere gli studi di settore?

La Legge di Bilancio 2017 ha riconosciuto la natura obsoleta dello strumento di accertamento del Fisco ma per tutte le specifiche si rimanda ad un Decreto Ministeriale di cui, ad oggi, non si hanno notizie.

Vediamo di capirci qualcosa, analizzando il perché dell’abolizione degli studi di settore e in cosa consistono gli indicatori di compliance e il grado di affidabilità che verranno utilizzati in sostituzione. L’addio agli studi di settore conviene agli imprenditori?

Ecco le novità della Legge di Bilancio 2017 sull’abolizione degli studi di settore e l’introduzione a partire dal prossimo anno dei nuovi indicatori di compliance.

Studi di settore, abolizione nel 2017. Cosa cambia e punti critici

Via gli Studi di Settore, arrivano i nuovi indici di affidabilità o indicatori di compliance nel 2017. Questa ad oggi è una delle poche notizie relative alla novità fiscale per gli imprenditori ma, per tutto il resto, bisognerà attendere il Decreto del Ministero dell’Economia, con il quale saranno delineati i dettagli sulla nuova collaborazione con il Fisco.

Lo strumento che sostituirà gli studi di settore nel 2017 si pone l’annoso obiettivo di favorire la collaborazione e l’adempimento spontaneo e, per capirci qualcosa, vediamo quello che è stato stabilito con il Decreto Fiscale 193/2016.

Cosa cambia per le imprese?

Gli studi di settore sono – o meglio, erano – uno strumento statistico utilizzato dal fisco per calcolare il gettito fiscale di lavoratori autonomi, imprese e giovani professionisti, ormai considerato obsoleto e poco in linea con la complicata situazione economica.

Complice anche l’instabilità economica che caratterizza l’attività di imprenditori e piccole imprese, soprattutto quelle giovanili, con la novità inserita nella Legge di Bilancio 2017 si procederà alla sostituzione degli studi di settore con un nuovo strumento di accertamento per i redditi e per il calcolo dell’importo da versare all’erario.

Non appena sarà approvato il decreto ministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze gli studi di settore saranno gradualmente sostituiti dal nuovo strumento: gli indicatori di compliance verranno utilizzati per stabilire il grado di affidabilità del contribuente. I dati sull’attività imprenditoriale saranno racchiusi in una vera e propria Pagella per l’imprenditore.

L’indicatore di compliance è un dato sintetico che consentirà di stabilire, su una scala da uno a dieci, quale è il grado di affidabilità del contribuente.
Il grado di affidabilità sarà una sorta di pagella dell’imprenditore: gli emendamenti presentati dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera prevedono che quanto più elevato sarà il grado di affidabilità dell’impresa e del contribuente, tanto più potrà accedere ad un particolare ed esclusivo sistema premiale.

Studi di settore, abolizione nel 2017. Cosa cambia e punti critici

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito che all’abolizione degli studi di settore seguirà l’introduzione dell’indicatore di compliance. Con il nuovo strumento del Fisco saranno introdotte delle misure agevolative per i contribuenti che raggiungeranno un grado elevato di affidabilità.

Ancora non è chiaro in cosa consisterà il sistema premiale del Fisco per i contribuenti meritevoli. In attesa che venga varato il decreto ministeriale le indiscrezioni parlano di un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità.

Inoltre, per gli imprenditori sarà possibile pagare al Fisco l’importo realmente dovuto in base all’andamento economico della propria attività. Una novità importante, se si considera che molti imprenditori erano costretti a dichiarare più del reale fatturato per evitare di incorrere in multe e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Studi di settore, abolizione nel 2017. Cosa cambia nel calcolo delle imposte per gli imprenditori

L’indicatore di compliance sarà calcolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente.
Non più un calcolo statistico uguale per tutte le attività imprenditoriali: ogni attività sarà calcolata in base a specifici indicatori.
Lo strumento che seguirà l’abolizione degli studi di settore è costruito in base ad una metodologia statistico-economica che analizza diversi fattori.

Gli indicatori della normalità economica saranno utilizzati come strumento per il calcolo del livello di affidabilità; accanto alla stima dei ricavi, inoltre, saranno stimati il valore aggiunto e il reddito d’impresa.
Per il calcolo del modello di regressione verranno presi in considerazione i dati panel di 8 anni.

Questa una delle grandi novità: sarà utilizzato un panel che considera un periodo temprale più ampio e queste modifiche consentiranno al fisco di calcolare l’importo da versare nelle casse dell’erario con informazioni più accurate e stime più efficienti.

L’Agenzia delle Entrate comunicherà al singolo contribuente il risultato dell’indicatore sintetico, comprese le componenti di incoerenza. L’obiettivo è quello di incentivare l’imprenditore non solo all’adempimento spontaneo, ma anche motivarlo ad avere una comunicazione con il Fisco per migliorare la propria posizione e, soprattutto, la «pagella» d’affidabilità.

Studi di settore, abolizione nel 2017. Perché? Punti critici

Dell’abolizione degli studi di settore si parla da tempo. Perché?

Lo strumento per il calcolo delle imposte imprenditoriali è stato introdotto nel 1993, ed è stata applicata fino ad oggi con l’obiettivo di far emergere l’evasione fiscale.
Attraverso il rapporto tra il reddito dichiarato e quello stimato statisticamente per il cluster di riferimento, il Fisco si poneva l’obiettivo di individuare le anomalie nelle dichiarazioni. Ma, in un periodo di instabilità economica, come fare ad accertare se si tratta di evasione oppure di una reale situazione di difficoltà imprenditoriale?

In sintesi, gli studi di settore presumono un’attività economica «normale», che segue gli indicatori indicati dalle statistiche adottate per ciascuna categoria.
L’abolizione degli studi di settore, però, si è resa necessaria a seguito della lunga fase di turbolenza economica. Non si può più stimare la normalità, quindi il presupposto economico degli studi di settore appare obsoleto.

Ulteriore criticità riscontrata degli studi di settore, è stata l’applicazione di un parametro singolo per imprese di fatturato e dimensioni diverse: piccole e medie imprese hanno finito col pagare le imposte di imprese più grandi per fatturato.

Insomma, l’abolizione degli studi di settore al 31 dicembre 2017 e delle griglie di reddito presunte, arriva come strumento necessario ad alleggerire la pressione fiscale e a favorire la crescita economica.

Molti però i punti critici e le incertezze, soprattutto ad oggi quando ancora non è chiaro in cosa realmente consisteranno i nuovi indici di affidabilità. Ad oggi gli studi di settore sono stati applicati dagli imprenditori per evitare i rischi di accertamento ed è stato quasi obbligatorio adeguarvisi. Se i nuovi indicatori di compliance si propongono di agevolare la collaborazione tra contribuenti e Fisco, uno dei punti da risolvere è se questi saranno in realtà utilizzati come nuovo strumento di accertamento oppure se saranno stabiliti nuovi termini e modalità di controllo fiscale per i contribuenti.

L’abolizione degli studi di settore si inserisce nell’intento del Governo di incentivare l’attività imprenditoriale, creando un sistema fiscale basato sulla compliance e, soprattutto, sugli incentivi alla legalità ma ancora ad oggi sono molti i punti critici della riforma.

Intanto, quello che si può affermare e sperare è che a partire dal prossimo anno, con l’abolizione degli studi di settore gli imprenditori potranno essere incentivati a pagare, così come da Costituzione, in base alla propria (reale) capacità contributiva.

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